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Zenit a cena per Libera Terra

Sì è parlato di cooperazione, legalità e giustizia all’appuntamento organizzato dalla Legacoop di Parma presso l’Attoprimo del Villaggio del Gusto di Fidenza. Un incontro pensato per ragionare su alcuni dei temi caldi che interessano il nostro Paese, in collaborazione con l’associazione Libera Parma e l’Istituto Museo Cervi di Gattatico. Ospiti d’eccezione lo scrittore Carlo Lucarelli e la band folk-rock dei Modena City Ramblers.
“Questa serata è stata pensata assieme per rimarcare il nostro modo di essere – ha sottolineato Giovanni Mora, ringraziando il Gruppo Di Vittorio per aver messo a disposizione gli spazi dell’Attoprimo –. Siamo forze che vogliono concorrere a costruire una società più giusta. Cooperare vuol dire mettere insieme teste per raggiungere obiettivi economici e sociali, perché le imprese devono produrre e saper competere sul mercato, ma devono anche cooperare e produrre giustizia. Per noi la legalità non è solo un fatto fondamentale dal punto di vista giuridico, ma anche da quello sociale”.
Rossella Cantoni, presidente dell’Istituto Museo Cervi di Gattatico, un luogo “simbolo della resistenza e dei valori democratici”, si è fatta promotrice di un progetto che sarà portato avanti assieme a Libera, vale a dire “attualizzare i valori della resistenza, un gemellaggio ideale tra quella storica antifascista e la “nuova” resistenza, quella alla mafia”.
Dal canto suo, Giuseppe La Pietra, referente per Parma dell’associazione fondata da Don Ciotti – il cui nucleo nella città ducale si è costituito proprio nel giugno scorso – ha spiegato brevemente qual è lo spirito che anima il loro agire: “La resistenza di oggi è quella dell’antimafia. È necessario coniugare il linguaggio della memoria, che non è del passato, ma del presente, con l’impegno. Innanzitutto nell’informazione, non quella urlata, ma quella non violenta, molto precisa, per esempio attraverso il dossier che abbiamo preparato sulle infiltrazioni mafiose a Parma e provincia”. La Pietra ha poi tracciato un quadro delle trasformazioni che la criminalità organizzata ha subito negli ultimi anni: “Oggi la mafia è quella della quotidianità, non è più quella della coppola e della lupara. Essa si insinua nel territorio e comincia a bussare alla porta di qualche amministrazione comunale anche al Nord. Come diceva il magistrato Antonino Caponnetto, la mafia teme di più l’educazione, che la repressione e per questo motivo sono state molte le scuole che abbiamo visitato in questo periodo, per diffondere la cultura della legalità”.
A seguire, è stata la volta del celebre scrittore Carlo Lucarelli dialogare sul tema della legalità con Gianluca Faraone, presidente della Cooperativa Placido Rizzotto, appartenente al circuito di Libera Terra. “È difficile pensare che questa sia una terra legata alla mafia – ha ammesso il giallista nato proprio a Parma –. Non a caso il capitano Bellodi protagonista de “Il giorno della civetta” di Sciascia era originario di queste zone, che un tempo erano lontane anni luce da una certa mentalità. Se Sciascia scrivesse adesso, probabilmente non ambienterebbe più il suo romanzo in Sicilia e il suo protagonista sarebbe un uomo della guardia di finanza, perché oggi i reati sono soprattutto finanziari”.
Ma com’è possibile resistere a organizzazioni potentissime che possono disporre di enormi quantità di denaro e che non disdegnano l’uso della violenza? “Un elemento di speranza – ha risposto Gianluca Faraone – viene dalla maggiore consapevolezza che i cittadini hanno nella scelta di alcuni prodotti, che devono corrispondere a determinati requisiti socio-economici. È però un discorso anacronistico parlare della penetrazione mafiosa in tutte le Regioni, se pensiamo al mondo globalizzato. La mafia continua ad investire nei territori in cui è nata, perché ha bisogno di un luogo dove ci sia consenso sociale, dove vi sia una vasta rete di sostenitori anche nell’ambito delle istituzioni e delle forze dell’ordine. È necessario contendere questo territorio alle mafie, perché ne hanno bisogno”.
La serata è proseguita con una cena il cui ricavato è stato donato in parte a Libera. Da sottolineare, infine, la totale assenza dei politici locali, sia per quanto riguarda i rappresentati dell’amministrazione comunale, sia gli esponenti dell’opposizione. Evidentemente ancora oggi questo tema è considerato poco “elettorale”.

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