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Le cooperative, strumento ideale per realizzare la strategia europea 2020

Le cooperative, strumento ideale per realizzare la strategia europea 2020

Fonte: Legacoop Sociali 23 gennaio 2012.

Le imprese cooperative rispondono perfettamente agli obiettivi indicati dalla strategia UE 2020, tesa alla creazione di "un’economia sostenibile, che pone le persone al primo posto attraverso una lotta sostenuta contro l’esclusione, e favorisce la transizione verso un’economia verde". Le cooperative agiscono già sulla base di tali principi, ponendo le persone al centro della loro attività, generando allo stesso tempo ricchezza a lungo termine per i territori.

Le cooperative forniscono risposte specifiche e soluzioni innovative volte a contribuire alla realizzazione della strategia EU2020.

UE2020: “Una politica industriale per l’era della globalizzazione”

Il contributo delle cooperative:

• Le cooperative si sono dimostrate particolarmente efficienti nei periodi di crisi, soprattutto considerando il loro contributo alla stabilità economica e finanziaria, al mantenimento dei livelli occupazionali e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

• Le cooperative contribuiscono agli obiettivi di miglioramento della rete europea dei trasporti, delle infrastrutture energetiche, della comunicazione e dei servizi, soprattutto nelle zone più isolate.

• Le PMI cooperative stanno crescendo nel settore dei servizi e della produzione. Esse rappresentano alternative locali alle imprese globali.

• Molte cooperative hanno dato alle donne l’opportunità di diventare imprenditrici ed avere così accesso a condizioni di lavoro decenti: hanno migliorato l’accesso al credito, i prodotti e le informazioni di mercato, le tecnologie e la formazione sulla gestione aziendale lo sviluppo d’impresa.

Cosa possono fare le istituzioni europee per le cooperative

• L’UE potrebbe garantire una parità di condizioni per tutte le tipologie di imprese

• La Commissione potrebbe proporre una revisione del regolamento sullo Statuto per la Società Cooperativa Europea.

• L’Unione europea potrebbe garantire che le quote di capitale delle cooperative siano considerate come attività e non passività.

• L’UE potrebbe progettare i servizi di sostegno alle imprese sulla base delle specificità che caratterizzano il modello cooperativo.

• Le imprese che svolgono le loro attività in maniera sostenibile e avendo attenzione ai bisogni del territorio sul quale sono radicate, devono essere sostenute. A tale proposito potrebbero essere incoraggiate misure come prestiti bancari o altri strumenti finanziari non bancari, servizi d’internazionalizzazione, piattaforme per lo scambio di informazioni ed esperienze a livello transnazionale.

• L’UE potrebbe sviluppare dei meccanismi di finanziamento per sostenere le cooperative attive nel settore dei servizi di interesse generale.

• L’UE potrebbe promuovere una politica industriale di lungo termine e in particolare la creazione di distretti industriali che possano favorire lo sviluppo delle cooperative.

• L’Unione europea potrebbe riconoscere e sostenere le iniziative delle cooperative tese a promuovere la parità di genere.

UE2020: "Nuove competenze e nuovi posti di lavoro"

Il contributo delle cooperative:

• Le cooperative creano e mantengono l’occupazione sostenibile. Danno occupazione 5,4 milioni di cittadini europei ed oltre 100 milioni di persone nel mondo – il 20% in più rispetto alle multinazionali.

Retribuzioni eque per lavori equi, equilibrio di genere nelle posizioni manageriali, promozione della diversità, programmi d’inclusione per gli occupati disabili così come per i più giovani e gli anziani. Queste alcune tra le iniziative assunte dalle cooperative.

• Le cooperative dedicano una parte sostanziale delle proprie risorse all’educazione e alla formazione del personale;

i dipendenti, pertanto, beneficiano di un elevato livello di sicurezza del lavoro in le loro competenze professionali hanno minori probabilità di diventare

obsolete.

• Le cooperative di servizi e di produzione, conosciute come “cooperative di lavoratori”, rappresentano un valore aggiunto importante per integrare tra loro le esigenze di flessibilità e di sicurezza del lavoro;

• Le cooperative promuovono l’occupazione sostenibile per i lavoratori svantaggiati come i disabili, i disoccupati a lungo termine e gli emarginati sociali.

• Le cooperative si sono dimostrate modelli vincenti nei casi di “worker buyout”, garantendo il mantenimento dei posti di lavoro e delle competenze locali.

Nei periodi di crisi, quando le società di capitale sono minacciate da bancarotta e fallimenti, tale sistema è una soluzione per conservare i posti di lavoro esistenti.

• Con un’etica egualitaria, processi decisionali partecipativi e proprietà comune, le cooperative ampliano le opportunità per la parità di genere e la partecipazione e il coinvolgimento delle donne nelle economie e società locali.

Cosa possono fare le istituzioni europee

• L’UE potrebbe promuovere la formazione dei giovani nelle cooperative.

• L’Unione Europea potrebbe riconoscere l’importanza del ruolo delle cooperative per quanto riguarda la formazione continua delle donne e il loro accesso alle posizioni dirigenziali.

• L’esperienza delle cooperative dimostra che è possibile finanziare lo sviluppo di un’impresa attraverso strumenti cooperativi specifici: anziché investire nella creazione di nuovi strumenti l’UE potrebbe ispirarsi a modelli esistenti già testati.

• Accesso al Fondo Europeo per l’Educazione.

• L’UE potrebbe rivedere le restrizioni sugli appalti pubblici affinché le autorità pubbliche siano in grado di richiedere alle imprese fornitrici l’adozione di una serie di criteri etici e sostenibili (ad esempio il numero di tirocinanti, impiegati disabili, ecc).

• Concentrare gli sforzi non soltanto nella creazione di nuovi posti di lavoro: le politiche europee potrebbero promuovere misure e politiche a favore della salvaguardia del mantenimento dei posti di lavoro esistenti.

• La Commissione Europea potrebbe riconoscere il contributo delle cooperative nella prevenzione della povertà e l’esclusione sociale.

EU2020: "L’Unione dell’innovazione"

Il contributo delle cooperative:

• La capacità d’innovazione delle cooperative è incoraggiata sia dal modello di governance democratico e partecipativo che le caratterizza, sia dal forte radicamento territoriale. Il forte legame tra le cooperative (rappresentate dai soci) e la società (rappresentata dagli utenti delle cooperative) consente di conoscere i bisogni e le aspettative della popolazione.

Il contatto diretto da impulso alla ricerca e alla creazione di prodotti e servizi innovativi. Tale sistema dinamico di trasmissione della conoscenza induce le cooperative ad una maggiore creatività impegnandole nella ricerca dell’innovazione a livello sociale, ambientale, culturale, gestionale e tecnologico.

• Le cooperative sono attori chiave dell’innovazione, nel campo di nuovi prodotti e di nuovi modelli di sviluppo (come, ad esempio, il trasferimento dell’impresa ai lavoratori);

• Le cooperative hanno una strategia a lungo termine, sono pertanto in grado di anticipare i cambiamenti a livello economico e sociale;

• Il modello specifico di governance delle cooperative – basato sui rapporti tra la cooperativa, i suoi soci e i lavoratori contribuisce alla promozione dell’innovazione sociale. Il movimento cooperativo collabora anche con i centri di ricerca e le università.

Cosa possono fare le istituzioni europee

• I programmi di ricerca potrebbero essere semplificati al fine di favorire l’accesso alle cooperative.

• Il sistema del trasferimento d’impresa ai lavoratori potrebbe essere oggetto di studi approfonditi ed incoraggiato attraverso programmi politici e finanziari specifici.

• Facilitare la partecipazione delle cooperative ai programmi comunitari, al fine di incoraggiare la creazione di reti nazionali e transnazionali di esperti e lo sviluppo di buone pratiche nei settori innovativi.

• Il modello cooperativo d’impresa potrebbe essere riconosciuto come modello d’esempio in tema di responsabilità sociale delle imprese e imprese responsabili.

EU2020: "Youth on the move"

Il contributo delle cooperative

• Aumentare l’interesse dei giovani verso il modello cooperativo d’impresa;

• Partecipazione delle cooperative al programma Erasmus per giovani imprenditori (incentivando gli scambi transfrontalieri);

• Esistono università cooperative sostenute da organizzazioni cooperative, ma a livello globale i sistemi educativi attuali ‘ignorano’ il modello cooperativo.

Cosa possono fare le istituzioni europee

• L’insegnamento del modello cooperative d’impresa potrebbe essere incoraggiato ad ogni livello del sistema educativo.

• I programmi europei per la mobilità che coinvolgono le imprese potrebbero tenero conto delle specificità del modello cooperativo.

• Programmi di sostegno alle imprese come la rete Europe Enterprise potrebbero essere ampliati ad un contesto più ampio di forme d’impresa, anziché essere limitati a quelle tradizionali.

EU2020: "Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse"

Il contributo delle cooperative

• Le imprese cooperative sono attive sia dal lato della domanda (acquisto) sia dal lato dell’offerta (produzione e/o distribuzione) di energia;

• Le cooperative danno potere alle persone in un mercato dominato da pochi grandi attori, in cui i consumatori sono considerati soggetti passivi;

• Gli esempi di cooperative produttrici di energia rinnovabile dimostrano che esse sono imprese in grado di conciliare le esigenze del profitto economico con gli obiettivi di sostenibilità, partecipazione attiva dei cittadini ed efficienza energetica;

• Le cooperative contribuiscono alla produzione e al consumo sostenibili lungo tutta la filiera.

Cosa possono fare le istituzioni europee

• Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica, occorre l’attuazione di un modello di produzione e distribuzione energetica decentralizzato. I programmi europei potrebbero considerare il potenziale di altre imprese oltre alle multinazionali, come ad esempio le PMI e le cooperative, facilitandone l’accesso ai programmi comunitari.

• La griglia energetica del 21° secolo potrebbe essere una griglia intelligente in grado di collegare i produttori regionali e locali. E’ importante garantire la fornitura di energia; ciò potrebbe avvenire decentralizzandone la produzione e promuovendo la produzione energetica locale su piccola scala, che sarebbe facilmente integrata nella griglia.

• Le cooperative del settore energetico devono essere incoraggiate come strumenti in grado di dare maggior potere contrattuale ai consumatori. Tali cooperative, possedute e gestite dai soci, beneficiano di un doppio canale di comunicazione con i cittadini: da un lato danno voce ai bisogni dei soci; dall’altro possono influenzarne I comportamenti di consumo.

• Gli utenti finali non diventeranno automaticamente informati e consapevoli

con l’installazione di contatori intelligenti: essi avranno bisogno di assistenza e consigli successivamente. I contatori intelligenti devono combinare i bisogni dei consumatori e con misure efficaci di risparmio energetico. Questo è il ruolo che svolgere le cooperative.

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