GRADUATORIA TRA GLI INDICATORI PRESI IN CONSIDERAZIONE DALL'INDAGINE FIGURANO L'ACCESSO ALLA CASA, AL LAVORO E ALLA CITTADINANZA
Integrazione, Parma prima in Italia
Rapporto Cnel: la nostra provincia è la migliore per l'inserimento sociale degli immigrati
Fonte: Gazzetta di Parma, 14 luglio 2010.
Per un immigrato la città ideale (provincia compresa) è Parma. Qui ha più possibilità che in qualsiasi altro capoluogo di accedere alla cittadinanza, al mercato immobiliare, ai servizi scolastici e al mondo del lavoro. Qui più che altrove, per uno straniero è potenzialmente più facile integrarsi. E a dirlo è il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel) che ieri ha diffuso il VII Rapporto sugli «Indici di integrazione degli immigrati in Italia»: uno studio che analizza il grado di inserimento socio-occupazionale degli stranieri nel 2008.
Parma in testa, Reggio seconda
Se Parma è all'apice della classifica, Reggio Emilia si piazza sul secondo gradino del podio, mentre Modena è al decimo posto. Piacenza è quattordicesima, Bologna diciannovesima e Forlì - Piacenza ventitreesima. Non a caso, nella classifica delle Regioni con il più alto potenziale di integrazione l'Emilia Romagna è al primo posto.
Famiglia e casa
«Il contesto parmense - si legge nel rapporto del Cnel - dimostra condizioni di inserimento sociale degli immigrati particolarmente positive, rispetto al resto delle province italiane, soprattutto per quanto riguarda il tasso di costitutività familiare (essendo ben l’85,9% le famiglie con almeno un componente straniero in cui sia tale il capofamiglia, dato superiore di quasi 4 punti percentuali alla media nazionale e che colloca la provincia di Parma al 7° posto della corrispondente graduatoria, in fascia d’intensità massima)».
Ma anche per quanto riguarda «il tasso di naturalizzazione (2,38 per mille, il 22° migliore tra tutte le province italiane e sopra la media nazionale) e il grado di accessibilità al mercato immobiliare (con un’incidenza del costo medio di affitto sulla retribuzione media di un lavoratore non comunitario pari al 31,1%, a fronte di una media nazionale del 37%, dato che situa la provincia al 31° posto e in fascia massima).
Criminalità
Il rapporto del Cnel, sempre relativamente a Parma, rileva «anche un coinvolgimento contenuto degli immigrati nella criminalità (il cui tasso triennale di crescita, tra il 2005 e il 2008, è inferiore di 31 punti percentuali al contestuale aumento degli stranieri sul territorio)».
D’altra parte, rispetto al resto delle province italiane - continua il documento - quella di Parma «è in grado di offrire agli immigrati anche apprezzabili condizioni di inserimento occupazionale soprattutto in termini di capacità di assorbimento della manodopera straniera da parte del mercato lavorativo locale (con il 4° migliore saldo occupazionale straniero d’Italia, pari a +6,9%, una quota di 4,4 punti superiore alla media nazionale che situa la provincia nella fascia alta dell’indicatore).
Parma offre anche buone condizioni «di reddito da lavoro dipendente (con una retribuzione media annua pro capite dei lavoratori extraUE15 che supera di 3.414 euro la soglia minima annua di povertà assoluta, scarto che colloca il territorio nella 13» posizione della rispettiva graduatoria e in fascia alta, preceduta, tra le province emiliano-romagnole, solo da Modena, al 9° posto) e di incidenza di lavoratori in proprio (che rappresentano il 5,4% della totalità dei lavoratori immigrati, quota di 2,3 punti percentuali superiore alla media nazionale che posiziona Parma al 14° posto della graduatoria di questo indicatore) ».
La manodopera
Il Rapporto evidenzia anche «una discreta capacità di impiego della manodopera immigrata (con i lavoratori nati all’estero a rappresentare il 17,6% di tutti gli occupati locali, a fronte di una media nazionale del 15,5%, dato che posiziona Parma al 25° posto tra tutte le province e in fascia alta, sebbene sia qui preceduta da diversi contesti della medesima regione di appartenenza: Ravenna 22,1%, Piacenza 21,7%, Forlì-Cesena 20,9%, Modena 19,5% e Reggio Emilia 17,8%).
Più parità in Sicilia
La Sicilia è la regione che riesce a garantire maggior parità di inserimento socio-occupazionale tra italiani e immigrati. Seguono Piemonte, Molise e Sardegna. L'Emilia Romagna è al dodicesimo posto. Agli ultimi posti Abruzzo, Marche e Puglia. Enna è al primo posto delle province ed è anche l’unica in cui gli immigrati hanno più possibilità rispetto agli italiani. In questa classifica Parma risulta 54esima, Reggio Emilia 24esima, Piacenza 51esima, e Modena 64esima.